I giovani arrabbiati, al tempo dei padri traditori

Ci hanno fregati! Della rabbia che ne facciamo?

(da Psiche Lui, di Claudio Risé)

Ciao Claudio, sono arrabbiatissimo. La notizia del trentenne Manuele, con bar a Treviso, che non ce l’ha più fatta a tirare avanti tra ostacoli, soprusi, burocrazie e tasse, fino a impiccarsi, lasciando il biglietto: “W l’Italia, finalmente libero“, mi ha fatto infuriare. Anche su “psiche lui” molti raccontano di sentirsi ingannati. Specie i più giovani traditi da chi avrebbe dovuto liberarli: i loro padri. Come  trasformare questo enorme (e prezioso) capitale di rabbia, da forza di difesa e autoconservazione, in energia di rinnovamento per Sé ed il mondo in cui viviamo?Hai scritto che l’amore è vuoto, ritiro.  E il desiderio di giustizia ? Grazie, Paolo

Ciao Paolo. Primo:  occorre riconoscere bene (come si fa in analisi) il tradimento dei padri, che qui hanno trasformato i costi del loro potere e dei loro interessi in debito pubblico, ed ora i figli devono pagarlo. Bisogna chiarire (anche studiarsi ) questo punto, per non lasciarsi inghiottire da una confusa paranoia di massa, che l’inconscio collettivo in questi casi produce. D’altra parte, oggi lo strumento usato dai padri, il bolso e retorico “Stato nazionale” (“la più cattiva tra le invenzioni umane”, secondo lo psicoanalista inglese Edward Glover), è in crisi dovunque, e, come dicono i libertari americani, è inutile perderci tempo (cadrà da solo).   Leggi tutto l’articolo su Psiche Lui