Campo Maschile

invito_campo_maschile_osp-01 Progetto di ricerca-azione sull’identità maschile

di Paolo Ferliga

Intervengono Claudio Risé e Cesare Lievi

Sabato 29 marzo, ore 17.30
c/o AAB – Associazione Artisti Bresciani
Vicolo delle Stelle, 4 – Brescia

Campo maschile si propone come luogo, fisico e simbolico, di ricerca-azione sull’identità maschile e si rivolge a uomini che desiderano confrontarsi sui temi propri dell’esperienza maschile.
Sempre più spesso alcuni maschi si sentono oggi insoddisfatti, bloccati nelle scelte, inadeguati nei confronti delle donne, titubanti di fronte alla responsabilità di diventare padri, vittime di una rabbia impotente. Campo maschile si rivolge in particolare a loro, ma anche a chi, partendo da una situazione di benessere psicologico, vuole conoscere la dimensione archetipica e simbolica del maschile per riconoscerne il valore e le potenzialità, in modo da poterle declinare personalmente nella vita quotidiana e nella relazione con gli altri. La scommessa è che un confronto tra uomini, in uno spazio separato e ben definito, possa aiutare ciascuno a vivere meglio e a sentire la bellezza di appartenere al genere maschile(altro…)

Giornata Internazionale dell’Uomo – 19 novembre 2013

giornata_uomo Per la prima volta l’Italia celebrerà istituzionalmente la Giornata Internazionale dell’Uomo.

La celebrazione, presieduta dal Dr. Giancarlo RAGONE, si terrà a Bari in Via Dalmazia 127/B presso l’associazione Papà Separati dai Figli con inizio alle ore 10:30.
L’evento è pubblico e l’ingresso gratuito. Per informazioni: 080/5234543 (telefono/fax) – http://festadelluomo.blogspot.it

MANIFESTO

La Giornata Internazionale dell’Uomo è nata nel 1999 in Trinitad e Tobago. Oggi è supportata da molti gruppi ed istituzioni, tra cui ONU e UNESCO, e viene celebrata in oltre 60 stati nel mondo. 

Le linee guida
MODELLI POSITIVI, Celebrare i contributi positivi dell’uomo in società, in famiglia, verso i figli e l’ambiente.
MEDIA, Non solo notizie di reato e modelli maschili negativi. Non solo celebrità di cinema, sport e politica. Ma anche e soprattutto persone e lavoratori di tutti i giorni che vivono vite rispettabili ed oneste.
SALUTE, Migliorare la salute fisica, psicologica e spirituale degli Uomini e dei Ragazzi.
DISCRIMINAZIONI, Parlare delle discriminazioni contro gli uomini nei pubblici servizi, nell’educazione, sulla salute, nella legge e nei tribunali, in famiglia, sui media e nelle aspettative sociali.
RELAZIONI, Migliorare le relazioni tra gli uomini, la fratellanza e le relazioni tra uomini e donne promovendo l’uguaglianza civile ed il mutuo aiuto.
UN MONDO MIGLIORE, dove le persone possano crescere e raggiungere il loro potenziale, in sicurezza. (altro…)

Giornata per la famiglia – Relatore Paolo Ferliga

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Sulla missione educativa della famiglia

famiglia spezzata Cari amici segnaliamo questo importante evento a Genova, 11 ottobre

11 Ottobre 2013 : dalle 09:30 alle 17:30
Sala Quadrivium, Genova
Educare in due – Educare insieme – Educare comunque

Seminario del Forum Famiglie sul “volto relazionale della missione educativa della famiglia”

Partecipa il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana

Fondamentale la presenza di Paolo Ferliga con l’intervento
“Maschile e femminile nell’educazione: valore della coppia, valore della differenza”

Scarica l’intero programma del Seminario – clicca qui

Ulteriori informazioni disponibili in www.forumfamiglie.org

Aborto. Che fine fa papà?

vanniluiaborto(Di Alessandro Zaccuri, da “Noi. Genitori e figli“, supplemento di Avvenire, 29 settembre 2013)

La decisione di rifiutare un figlio non è solo un dramma che segna per sempre la vita delle madri. Di trauma postabortivo soffrono 4 padri su 10, con esiti di depressione e sensi di colpa. In un libro dell’educatore Antonello Vanni il primo viaggio nell’interiorità maschile alle prese con la paternità mancata.

 

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Legge 194/78: che ne è stato della figura paterna? Una proposta al ministro Lorenzin

(Articolo di Antonello Vanni, da “Zenit”, 22 settembre 2013, www.zenit.org)

Roma, 13 settembre 2013. Il ministro della Salute Lorenzin ha presentato al Parlamento la nuova relazione sull’attuazione della legge 194/78. Ogni anno la pubblicazione di questo documento ci ricorda il destino, ormai irreversibile e per procedura, di migliaia di esseri umani in una società che si dichiara civile: “Documentazione e certificazione – Urgenza- Epoca gestazionale – Tempo di attesa fra rilascio del documento o certificazione e intervento – Luogo dell’intervento – Tipo di anestesia impiegata – Tipo di intervento”. Ci sono tuttavia, in questo aggiornamento, anche alcuni dati positivi: in Italia il numero di aborti continua a diminuire, rimane uno dei più bassi d’Europa il ricorso all’aborto da parte delle giovani, aumenta il numero di medici obiettori.

Dall’istituzione della legge 194 ad oggi continua però a mancare in queste relazioni un dato di attenzione:la figura maschile e paterna.Se delle donne che hanno abortito si dice quasi tutto (classi di età, stato civile, titolo di studio, occupazione, residenza, cittadinanza, anamnesi ostetrica,…), nulla si dice degli uomini che con quelle donne hanno concepito i figli di cui si parla in questa relazione.

Come ho spiegato nel mio libro “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (San Paolo Ed., 2013) in realtà la figura paterna è stata dimenticata subito, con l’istituzione della legge 194. Non diverso è stato il destino delle parole padre, marito, uomo (ma poi anche di madre, moglie, bambino, figlio), cancellate insieme alla forza affettiva, relazionale e antropologica che possiedono. In tutte le relazioni ministeriali sulla 194 si nota come queste parole siano assenti così come mancante è un’attenta analisi delle varie dinamiche che riguardano il coinvolgimento dell’uomo nella vicenda abortiva: del padre non se ne parla mai, privando peraltro l’opinione pubblica, i media e gli studiosi, di importanti dati su cui riflettere. E lasciando spazio a ingiustificati pregiudizi sull’atteggiamento maschile verso la vita concepita.  (altro…)

Storia di un padre e del suo amore per i figli e la famiglia

Riportiamo la testimonianza di Riccardo Cerantola, malato di SLA e padre di due figli

Sono un papà di 39 anni, malato di Sla, una delle malattie più terribili che possa colpire l’uomo. La Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) è una malattia neurodegenerativa che porta alla morte di tutte le cellule che servono a far muovere tutta la muscolatura volontaria e quella che serve per poter camminare, parlare, respirare… Avevo solo 33 anni quando iniziarono i primi sintomi, ma mai nessuno avrebbe pensato a quale tragedia sarei andato incontro.
Io e mia moglie avevamo coronato la nostra unione dando la vita ad una bimba bellissima: un orgoglio indescrivibile. Nel frattempo i mesi passano e la malattia continua il suo corso, si passa da un ospedale all’altro, con la speranza che la diagnosi cambi! Nostra figlia intanto cresce velocemente, e lei, così piccina, mi dà così tanta carica di vita che a volte mi scordo addirittura della malattia.
La vita continua; malgrado la vistosa decadenza del fisico, non demordo.
Mia moglie rimane incinta del secondo figlio, da noi voluto, anche contro il parere dei medici, che ce lo sconsigliavano onde evitare ulteriori problemi. (altro…)

Lui e l’aborto: il primo e unico video in Italia sul tema

Intervento di Antonello Vanni, autore di Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile (San Paolo Ed.) al Maternity Care del MPV italiano, Torino, 13 aprile 2013: l’uomo e l’aborto in Italia, i pregiudizi sulla figura maschile, il trauma postabortivo maschile, il padre risorsa per salvare i bambini dall’aborto.

Nasce “Uomini Pro-Life Italia”

L’impegno maschile per difendere la vita

uominiprolife4 agosto 2013. Dal varo delle leggi abortiste la voce maschile sulla vita concepita è caduta nel silenzio. Da un lato gli uomini hanno favorito questo vuoto di attenzione e responsabilità, dall’altro lo hanno subίto in quanto il padre è a priori escluso per legge da ogni decisione sulla vita del figlio destinato all’aborto.
Dopo decenni di assenza gli uomini tornano per riflettere sulla propria relazione con la vita nascente inserendosi, con il punto di vista maschile e con il contributo delle diverse scienze umane, in un dibattito in cui la posta in gioco è decisiva per la nostra civiltà: la difesa assoluta della vita umana. Per questo nasce su Facebook “Uomini Pro-Life Italia”, il primo riferimento storico di impegno maschile in Italia per costruire una nuova generazione di uomini e padri in difesa della vita concepita sotto il cuore della madre.
Raggiungici su Facebook e accompagnaci in questo percorso di amore per la vita umana: clicca Mi piace nella pagina https://www.facebook.com/uomini.prolife.italia
Oppure seguici su Twitter https://twitter.com/UominiProLife
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[Scarica il Comunicato in file .pdf: clicca qui]

I Maschi Selvatici sostengono La Manif Pour Tous Italia: ecco perché

COMUNICATO

selvatico3.jpgL’associazione maschile “Maschi Selvatici” riunisce da decenni uomini impegnati nell’intensa riflessione sulla paternità, il senso profondo dell’identità maschile, la sua relazione con il femminile, il significato simbolico del sesso biologico, l’importanza della presenza paterna nell’educazione dei figli. L’immagine guida che ci ha sempre ispirati è quella dell’Uomo Selvatico, custode, difensore e generoso donatore del sapere naturale e della forza dell’istinto, occultato nella modernità da manierismi ideologici e conformismi intellettualistici. “Il Salvatico è colui che si salva”, grazie al suo contatto con la semplicità della natura incontaminata, dentro e fuori dell’uomo, sorgente inesauribile di risorse psicologiche e spirituali, indisponibili al controllo di ogni potere esterno al principio individuativo dell’uomo e, per questo, fonte di liberazione.
L’altra fondamentale visione che ci guida è quella della paternità profonda, iscritta nella psiche di ogni uomo, prospettiva di libertà che contraddistingue la relazione tra l’individuo ed il Padre.
Noi Maschi Selvatici riteniamo che queste risorse di carattere simbolico, fondamentali per il benessere fisico, psichico e spirituale dell’uomo, siano oggi fortemente minacciate dalle crescenti tendenze autoritarie delle regolamentazioni amministrative, politiche e dai loro dispositivi giudiziari e polizieschi. Come ha scritto Claudio Risé ne “Il padre libertà dono” (Ares Ed., 2013), è tempo di sfilarsi «dalla pesante responsabilità del diritto della modernità prodotto da Stati e sistemi nazionali e internazionali fortemente burocratici e quindi ostili a un’autentica libertà personale».
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