Aborto. Che fine fa papà?

vanniluiaborto(Di Alessandro Zaccuri, da “Noi. Genitori e figli“, supplemento di Avvenire, 29 settembre 2013)

La decisione di rifiutare un figlio non è solo un dramma che segna per sempre la vita delle madri. Di trauma postabortivo soffrono 4 padri su 10, con esiti di depressione e sensi di colpa. In un libro dell’educatore Antonello Vanni il primo viaggio nell’interiorità maschile alle prese con la paternità mancata.

 

Leggi tutto l’articolo – clicca qui

Legge 194/78: che ne è stato della figura paterna? Una proposta al ministro Lorenzin

(Articolo di Antonello Vanni, da “Zenit”, 22 settembre 2013, www.zenit.org)

Roma, 13 settembre 2013. Il ministro della Salute Lorenzin ha presentato al Parlamento la nuova relazione sull’attuazione della legge 194/78. Ogni anno la pubblicazione di questo documento ci ricorda il destino, ormai irreversibile e per procedura, di migliaia di esseri umani in una società che si dichiara civile: “Documentazione e certificazione – Urgenza- Epoca gestazionale – Tempo di attesa fra rilascio del documento o certificazione e intervento – Luogo dell’intervento – Tipo di anestesia impiegata – Tipo di intervento”. Ci sono tuttavia, in questo aggiornamento, anche alcuni dati positivi: in Italia il numero di aborti continua a diminuire, rimane uno dei più bassi d’Europa il ricorso all’aborto da parte delle giovani, aumenta il numero di medici obiettori.

Dall’istituzione della legge 194 ad oggi continua però a mancare in queste relazioni un dato di attenzione:la figura maschile e paterna.Se delle donne che hanno abortito si dice quasi tutto (classi di età, stato civile, titolo di studio, occupazione, residenza, cittadinanza, anamnesi ostetrica,…), nulla si dice degli uomini che con quelle donne hanno concepito i figli di cui si parla in questa relazione.

Come ho spiegato nel mio libro “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (San Paolo Ed., 2013) in realtà la figura paterna è stata dimenticata subito, con l’istituzione della legge 194. Non diverso è stato il destino delle parole padre, marito, uomo (ma poi anche di madre, moglie, bambino, figlio), cancellate insieme alla forza affettiva, relazionale e antropologica che possiedono. In tutte le relazioni ministeriali sulla 194 si nota come queste parole siano assenti così come mancante è un’attenta analisi delle varie dinamiche che riguardano il coinvolgimento dell’uomo nella vicenda abortiva: del padre non se ne parla mai, privando peraltro l’opinione pubblica, i media e gli studiosi, di importanti dati su cui riflettere. E lasciando spazio a ingiustificati pregiudizi sull’atteggiamento maschile verso la vita concepita.  (altro…)

Lui e l’aborto: il primo e unico video in Italia sul tema

Intervento di Antonello Vanni, autore di Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile (San Paolo Ed.) al Maternity Care del MPV italiano, Torino, 13 aprile 2013: l’uomo e l’aborto in Italia, i pregiudizi sulla figura maschile, il trauma postabortivo maschile, il padre risorsa per salvare i bambini dall’aborto.

Nasce “Uomini Pro-Life Italia”

L’impegno maschile per difendere la vita

uominiprolife4 agosto 2013. Dal varo delle leggi abortiste la voce maschile sulla vita concepita è caduta nel silenzio. Da un lato gli uomini hanno favorito questo vuoto di attenzione e responsabilità, dall’altro lo hanno subίto in quanto il padre è a priori escluso per legge da ogni decisione sulla vita del figlio destinato all’aborto.
Dopo decenni di assenza gli uomini tornano per riflettere sulla propria relazione con la vita nascente inserendosi, con il punto di vista maschile e con il contributo delle diverse scienze umane, in un dibattito in cui la posta in gioco è decisiva per la nostra civiltà: la difesa assoluta della vita umana. Per questo nasce su Facebook “Uomini Pro-Life Italia”, il primo riferimento storico di impegno maschile in Italia per costruire una nuova generazione di uomini e padri in difesa della vita concepita sotto il cuore della madre.
Raggiungici su Facebook e accompagnaci in questo percorso di amore per la vita umana: clicca Mi piace nella pagina https://www.facebook.com/uomini.prolife.italia
Oppure seguici su Twitter https://twitter.com/UominiProLife
Puoi aiutarci anche diffondendo ovunque e il più possibile questa notizia!

[Scarica il Comunicato in file .pdf: clicca qui]

Aborto, omofobia e femminicidio?

Il come e il perché di menzogne mediatiche e dissimulazioni linguistiche

di Armando Ermini

La tecnica è collaudata. In una prima fase, col fattivo contributo di tutti o quasi i media, si gonfiano i dati fino all’inverosimile o si enfatizzano i fatti, per stimolare emozionalità nell’opinione pubblica e creare allarme sociale. Contemporaneamente si creano neologismi “tranquillizzanti” o, secondo gli obbiettivi che ci si propone di raggiungere, “allarmanti”. Preparato così il terreno, nella fase successiva si passa all’approvazione con largo consenso parlamentare e popolare di leggi discutibilissime sotto il profilo morale ed etico e costituzionalmente inammissibili. L’obbiettivo è raggiunto. Una volta che ci sia la codifica legislativa, il tempo stempererà le obiezioni ed anche gran parte degli oppositori si abitueranno a considerare normali e giuste le norme un tempo condannate.
Non occorre andare troppo lontano nel tempo, ai regimi totalitari che quelle tecniche hanno abbondantemente usato e che non vorremmo vedere mai più, per dimostrare che è così. Basta osservare il passato prossimo ed il presente del nostro e di altri paesi democratici. (altro…)

“Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile”. Intervista ad Antonello Vanni

vanniluiaborto(Intervista con Antonello Vanni, autore del volume edito da San Paolo Ed., di Elisabetta Pittino, per Zenit.org, giugno 2013)

“Il libro che state per leggere ha un valore storico: infrange per la prima volta il tabù che ha finora oscurato in Italia il rapporto tra i padri e i loro figli abortiti.” Esordisce Claudio Risé nella Prefazione al libro di Antonello Vanni. “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile”. Antonello Vanni, educatore e docente di Lettere, perfezionato in Bioetica presso l’Università Cattolica di Milano, è un esperto del padre. Ha approfondito i temi della responsabilità e della tutela della vita umana ne Il padre e la vita nascente (Nastro 2004). Ha curato la documentazione scientifica del libro Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita di Claudio Risé (San Paolo 2007). Ha insegnato presso la facoltà di Bioetica dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma e presso l’Istituto per ricerche e attività educative di Napoli sul tema “adolescenti, media e droga“. Nel 2009 ha pubblicato il libro Adolescenti tra dipendenze e libertà. Manuale di prevenzione per genitori, educatori e insegnanti (San Paolo). L’autore fa uno “scavo pioneristico” dentro la figura paterna, quasi completamente dismessa soprattutto quando si tratta di IVG e dintorni, che vale la pena percorrere. Dalla curiosità per questa opera nuova, nasce l’intervista all’autore.

Come, quando e perché è nata l’idea di questo libro “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” edito da San Paolo Ed.?

Antonello Vanni: Da anni svolgo un’attività di ricerca personale sulla figura paterna nelle sue dimensioni più legate all’educazione e crescita dei figli, ricerca che si è poi espressa nel mio libro “Padri presenti figli felici. Come essere padri migliori per crescere figli sereni” (San Paolo Ed., 2011) giunto alla seconda edizione e pubblicato anche in altre lingue. Durante questa ricerca mi sono reso conto di quanto sia dimenticata, anche negli ormai numerosi libri sulla paternità, la relazione tra il padre e la vita dei figli nella sua primissima fase, quella dell’origine della vita stessa. A questo tema ho dedicato nel 2004 una pubblicazione “Il padre e la vita nascente. Una proposta alla coscienza cristiana in favore della vita e della famiglia” (F. Nastro Ed.) in cui ho posto alcune basi per la mia riflessione successiva sul tema, fornendo inoltre delle proposte concrete ai Cav, ai giovani del MPV, a chi si occupa di corsi di preparazione al matrimonio, e agli studiosi di Bioetica, per favorire l’avvicinamento tra padre e vita concepita. In questo nuovo libro, “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (vedi http://www.antonello-vanni.it/), sono partito da quelle basi per esplorare ulteriormente, a tutto tondo, e sulla scorta di ricerche scientifiche internazionali aggiornate, gli aspetti che costituiscono il tema della relazione tra il padre e il destino della vita del figlio cui l’uomo stesso ha dato origine.   (altro…)

Il cuore maschile e l’aborto

vanniluiabortoLui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (di Antonello Vanni. Edizioni San Paolo, 2013)

(A cura di Paolo Marcon)

Questa mia recensione vuole essere un invito alla lettura del nuovo libro di Antonello Vanni, “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile”. Con Prefazione di Claudio Risé (Edizioni San Paolo, 2013).
Si tratta di un’opera unica in Italia, che non aggiunge semplicemente “un tema” al dibattito, spesso ideologico, sull’aborto. Va alla radice della sfida lanciata dall’abortismo, dove padre e figlio sono accomunati dal medesimo “rischio di cadere nel nulla”. Paolo Marcon 

In Italia sono circa 5 milioni gli aborti benedetti dalla legge dello Stato n. 194/78, un dolore immenso, un’ombra oscura e sterminata che pesa sulle nostre vite “luminose”, la nostra “progredita” società. Benché non sempre affiorante alla coscienza personale, infatti, sanguinante e profonda è la ferita inflitta alle nostre comunità dalle legislazioni abortiste. Tanto più profonda quanto più fondata sulla rinuncia a “chiamare le cose con il loro nome”, sui “compromessi di comodo” e la “tentazione dell’autoinganno”.

Come pochi altri appassionati difensori della vita umana, nel libro “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (San Paolo Ed., 2013, http://www.antonello-vanni.it/) l’educatore e bioeticista Antonello Vanni descrive la realtà dell’aborto con sguardo fermo, nell’orrore della sua tecnicalità, senza cedere a tentazioni edulcoranti o mistificanti.

Ciò che rende nel panorama italiano unica, scandalosa e pionieristica quest’opera è però il focus sulla relazione tra il padre, la vita concepita e quella abortita. È questo il vero tabù del “dibattito” (sic) sull’aborto, spesso indicatore di arrendevolezza negli stessi sostenitori delle ragioni della vita. (altro…)

Lui e l’aborto: che ne è dunque del padre?

vanniluiabortoPubblichiamo la Prefazione di Claudio Risé al libro di Antonello Vanni: “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile“, Edizioni San Paolo, 2013

 Il libro che state per leggere ha un valore storico: infrange per la prima volta il tabù che ha finora oscurato in Italia il rapporto tra i padri e i loro figli abortiti.
Che ne è di questa relazione iniziata con la fecondazione, e poi interrotta con la violenza prima della nascita? Per il bambino possiamo solo pregare. Ma che accade a quel padre, che a volte ha dato il via a quell’azione mortifera; e che per solito, comunque, non ha osato opporsi? Cosa ne è poi di quegli altri padri che hanno cercato di dire no, sfidando una sconfitta già scritta nella legge dello Stato? E andando incontro all’inaudita umiliazione (scritta dalla legge anche quella) del non aver voce ascoltabile, come non l’ha potuta avere il figlio? Cosa ne è infine del rapporto tra la madre e il padre, dopo questo lutto?
Il libro, il primo scritto su questo argomento in Italia, non può naturalmente rispondere esaurientemente a tutte queste impegnative domande. Il tabù posto sulla relazione tra i padri e i figli abortiti, in omaggio al principio stabilito ideologicamente secondo il quale “l’aborto riguarda solo le donne”, ha tra l’altro impedito addirittura la raccolta di gran parte dei dati necessari per rispondervi. È ciò che accade quando appunto si decide sulla base di ideologie, e poi si è obbligati a difendere le scelte adottate scoraggiando o impedendo ogni ricerca che possa produrre risultati contrari all’assunto di partenza. In ogni caso il materiale raccolto dall’autore col suo scavo pionieristico è di grande interesse per stimolare finalmente anche in Italia la partenza di studi e ricerche in questo campo, purtroppo ancora molto frequentato, e dolorosissimo. (altro…)

E’ uscito il nuovo libro di Antonello Vanni: “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (Edizioni San Paolo, 2013)

vanniluiabortoCome reagisce un uomo alla notizia della gravidanza della donna? Perché la spinge all’aborto o cerca in tutti i modi di convincerla a tenere il bambino arrivando a gesti estremi per salvarlo? Perché i maschi di oggi tacciono, o devono tacere, non riuscendo a esprimere una posizione forte sull’aborto? L’incapacità di accogliere la vita nascente è connaturata alla figura maschile o è espressione delle tendenze secolarizzate e abortiste del nostro modello culturale? Quale influenza hanno, nel ricorso maschile e femminile all’interruzione di gravidanza, le critiche condizioni economiche in cui viviamo? La non conoscenza della crudeltà delle procedure abortive alimenta il silenzio della coscienza negli uomini? La legge 194 ha un effetto diseducativo sui giovani perpetuando nei maschi il disorientamento verso la vita concepita? L’esperienza dell’aborto ha un impatto traumatico sulla psiche maschile? Se sì, chi e come può rispondere al bisogno di ascolto e comprensione di questi uomini tormentati?

A questi ed altri quesiti risponde, in modo documentato ed approfondito, “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile”, di Antonello Vanni (Edizioni San Paolo, 2013), il primo libro in Italia sull’uomo di fronte all’aborto. Con Prefazione di Claudio Risé.

Leggi l’Indice 

La quarta di copertina

La scheda dell’Editore

Acquista su Amazon

Acquista su Ibs  (altro…)

L’odio per la vita dei nuovi Erode

Claudio Risé, da “Il Messaggero”, 15 dicembre 2012, www.ilmessaggero.it

da Diario di bordo – In viaggio con Claudio Risé

ImmagineAncora una strage di follia, ancora tanti morti. In maggioranza bambini. Teatro del massacro: una scuola, a conferma che era proprio quella, la nuova vita che cresceva, l’obiettivo della strage. Gli adulti, il preside, lo psicologo, gli altri che si sono messi di mezzo, erano probabilmente intralci rispetto all’obiettivo principale: i bimbi. E’ solo l’ultimo scoppio di un cattivo sentimento fin troppo diffuso: l’odio per la nuova vita.
Non è una novità assoluta della modernità. Si tratta di quel funesto “complesso di Erode” che già da prima del Re biblico ha procurato nella storia del mondo diverse “stragi degli innocenti”, massacri di bambini falciati da adulti terrorizzati (come quel Re) dal timore della propria morte, e dall’ossessione del proprio potere, reale o immaginario.
Certo, questo odio per la vita diventa più forte quando – come accade appunto oggi – il cambiamento si intensifica, e cresce la spinta a rinnovarsi, a riconoscere il proprio bisogno di crescere, di cambiare, di imparare nuove cose. Quando i deboli, che vorrebbero invece essere forti, si sentono sfidati dall’incalzare del tempo, del cambiamento, del necessario rinnovamento.
E’ allora che i bambini diventano più a rischio, perché sono le immagini del tempo nuovo. (altro…)