Storia di un padre e del suo amore per i figli e la famiglia

Riportiamo la testimonianza di Riccardo Cerantola, malato di SLA e padre di due figli

Sono un papà di 39 anni, malato di Sla, una delle malattie più terribili che possa colpire l’uomo. La Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) è una malattia neurodegenerativa che porta alla morte di tutte le cellule che servono a far muovere tutta la muscolatura volontaria e quella che serve per poter camminare, parlare, respirare… Avevo solo 33 anni quando iniziarono i primi sintomi, ma mai nessuno avrebbe pensato a quale tragedia sarei andato incontro.
Io e mia moglie avevamo coronato la nostra unione dando la vita ad una bimba bellissima: un orgoglio indescrivibile. Nel frattempo i mesi passano e la malattia continua il suo corso, si passa da un ospedale all’altro, con la speranza che la diagnosi cambi! Nostra figlia intanto cresce velocemente, e lei, così piccina, mi dà così tanta carica di vita che a volte mi scordo addirittura della malattia.
La vita continua; malgrado la vistosa decadenza del fisico, non demordo.
Mia moglie rimane incinta del secondo figlio, da noi voluto, anche contro il parere dei medici, che ce lo sconsigliavano onde evitare ulteriori problemi. Leggi l’articolo intero »

Lui e l’aborto: il primo e unico video in Italia sul tema

Intervento di Antonello Vanni, autore di Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile (San Paolo Ed.) al Maternity Care del MPV italiano, Torino, 13 aprile 2013: l’uomo e l’aborto in Italia, i pregiudizi sulla figura maschile, il trauma postabortivo maschile, il padre risorsa per salvare i bambini dall’aborto.

Nasce “Uomini Pro-Life Italia”

L’impegno maschile per difendere la vita

uominiprolife4 agosto 2013. Dal varo delle leggi abortiste la voce maschile sulla vita concepita è caduta nel silenzio. Da un lato gli uomini hanno favorito questo vuoto di attenzione e responsabilità, dall’altro lo hanno subίto in quanto il padre è a priori escluso per legge da ogni decisione sulla vita del figlio destinato all’aborto.
Dopo decenni di assenza gli uomini tornano per riflettere sulla propria relazione con la vita nascente inserendosi, con il punto di vista maschile e con il contributo delle diverse scienze umane, in un dibattito in cui la posta in gioco è decisiva per la nostra civiltà: la difesa assoluta della vita umana. Per questo nasce su Facebook “Uomini Pro-Life Italia”, il primo riferimento storico di impegno maschile in Italia per costruire una nuova generazione di uomini e padri in difesa della vita concepita sotto il cuore della madre.
Raggiungici su Facebook e accompagnaci in questo percorso di amore per la vita umana: clicca Mi piace nella pagina https://www.facebook.com/uomini.prolife.italia
Oppure seguici su Twitter https://twitter.com/UominiProLife
Puoi aiutarci anche diffondendo ovunque e il più possibile questa notizia!

[Scarica il Comunicato in file .pdf: clicca qui]

I Maschi Selvatici sostengono La Manif Pour Tous Italia: ecco perché

COMUNICATO

selvatico3.jpgL’associazione maschile “Maschi Selvatici” riunisce da decenni uomini impegnati nell’intensa riflessione sulla paternità, il senso profondo dell’identità maschile, la sua relazione con il femminile, il significato simbolico del sesso biologico, l’importanza della presenza paterna nell’educazione dei figli. L’immagine guida che ci ha sempre ispirati è quella dell’Uomo Selvatico, custode, difensore e generoso donatore del sapere naturale e della forza dell’istinto, occultato nella modernità da manierismi ideologici e conformismi intellettualistici. “Il Salvatico è colui che si salva”, grazie al suo contatto con la semplicità della natura incontaminata, dentro e fuori dell’uomo, sorgente inesauribile di risorse psicologiche e spirituali, indisponibili al controllo di ogni potere esterno al principio individuativo dell’uomo e, per questo, fonte di liberazione.
L’altra fondamentale visione che ci guida è quella della paternità profonda, iscritta nella psiche di ogni uomo, prospettiva di libertà che contraddistingue la relazione tra l’individuo ed il Padre.
Noi Maschi Selvatici riteniamo che queste risorse di carattere simbolico, fondamentali per il benessere fisico, psichico e spirituale dell’uomo, siano oggi fortemente minacciate dalle crescenti tendenze autoritarie delle regolamentazioni amministrative, politiche e dai loro dispositivi giudiziari e polizieschi. Come ha scritto Claudio Risé ne “Il padre libertà dono” (Ares Ed., 2013), è tempo di sfilarsi «dalla pesante responsabilità del diritto della modernità prodotto da Stati e sistemi nazionali e internazionali fortemente burocratici e quindi ostili a un’autentica libertà personale».
Leggi l’articolo intero »

Il mio orecchio sul suo cuore

ilmioorecchio Hanif Kureishi

Il mio orecchio sul suo cuore

(Milano, Bompiani, 2004)

Recensione a cura di Monica Blondi

Il più bel regalo che un padre possa fare a suo figlio è quello di aiutarlo nella scoperta del proprio talento. Può capitare poi che il figlio cerchi un modo per sdebitarsi. Così, quella che doveva essere una raccolta di riflessioni sulla letteratura, sul come e perché si legge, si trasforma in un omaggio al padre, aspirante scrittore mai pubblicato. Il ritrovamento di un manoscritto redatto dall’uomo undici anni prima della sua morte offre ad Hanif Kureishi, scrittore anglo-pakistano nato a Londra nel 1954, l’occasione per riflettere sulla figura di suo padre e ricostruirne il ritratto proprio grazie a questa “eredità di parole”. Un’adolescenza indiana è il titolo del romanzo autobiografico in cui l’uomo, attraverso il suo alter ego Shani, racconta la sua vita in India durante il colonialismo, in particolare i difficili rapporti con il padre, il colonnello Murad, medico dell’esercito rigido e autoritario, e la competizione con il fratello Omar, giornalista e speaker radiofonico molto popolare in Pakistan. I libri erano sempre stati al centro della sua vita. Quando si ritrovavano, lui e i suoi numerosi fratelli amavano discutere animatamente di letteratura e politica e “la tensione intellettuale tra loro era sempre alta, quasi omicida”. Credevano ciecamente nell’istruzione e nella cultura come strumento di promozione sociale.
L’autore affronta la lettura del manoscritto come se questo nascondesse una sorta di messaggio per lui (“mio padre mi sta parlando di nuovo, e non solo dentro la mia testa”). Si sente scioccato, commosso e disturbato. Teme di scoprire un’immagine del padre diversa da quella che si era costruito negli anni (“ci sono delle conoscenze su cui preferisci andare cauto, informazioni sui tuoi genitori che non sei sicuro di voler ricevere”). Questo lavoro sul padre diviene anche un modo per conoscere se stesso: “Per me questa è diventata una vera ricerca, per scoprire il mio posto nella storia e nella fantasia di mio padre, e le ragioni per le quali mio padre ha vissuto una vita a metà”. (p.40) Scarsamente portato per il cricket, a cui il padre aveva tentato inutilmente di avviarlo, l’autore rivela che, proprio grazie ai libri, aveva scoperto qualcosa che entrambi avevano in comune: la passione per la scrittura e la letteratura, in particolare per Čechov. Leggi l’articolo intero »

Aborto, omofobia e femminicidio?

Il come e il perché di menzogne mediatiche e dissimulazioni linguistiche

di Armando Ermini

La tecnica è collaudata. In una prima fase, col fattivo contributo di tutti o quasi i media, si gonfiano i dati fino all’inverosimile o si enfatizzano i fatti, per stimolare emozionalità nell’opinione pubblica e creare allarme sociale. Contemporaneamente si creano neologismi “tranquillizzanti” o, secondo gli obbiettivi che ci si propone di raggiungere, “allarmanti”. Preparato così il terreno, nella fase successiva si passa all’approvazione con largo consenso parlamentare e popolare di leggi discutibilissime sotto il profilo morale ed etico e costituzionalmente inammissibili. L’obbiettivo è raggiunto. Una volta che ci sia la codifica legislativa, il tempo stempererà le obiezioni ed anche gran parte degli oppositori si abitueranno a considerare normali e giuste le norme un tempo condannate.
Non occorre andare troppo lontano nel tempo, ai regimi totalitari che quelle tecniche hanno abbondantemente usato e che non vorremmo vedere mai più, per dimostrare che è così. Basta osservare il passato prossimo ed il presente del nostro e di altri paesi democratici. Leggi l’articolo intero »

Task force sulla figura paterna in Italia

Un questionario sulla figura paterna (fase 2): costituzione di una task force sul tema

Cari amici e amiche, con piacere vi comunichiamo che grazie al vostro sensibile contributo, la bozza del questionario di ricerca sulla figura paterna in Italia si è costituita in modo più che soddisfacente. Vi ringraziamo per quanto avete proposto, con interventi di notevole ricchezza e spessore. Potete leggere le risposte (da cui abbiamo eliminato riferimenti personali) cliccando in http://www.maschiselvatici.it/risposte-modulo-2013.pdf

dove troverete l’aggiornamento fino al maggio scorso. Entro poche ore il nostro tecnico inserirà l’aggiornamento fino alla fine di giugno.

Possiamo ora procedere alla fase 2: molti di voi hanno affermato di essere interessati alla costituzione di un gruppo di lavoro capace di ragionare sugli esiti del questionario al fine di redarre un questionario vero e proprio da svolgere poi a livello nazionale. Siamo pronti per iniziare i lavori.

Il gruppo di lavoro sarà coordinato dal Prof. Antonello Vanni. Ecco come aderire: i passaggi sono due. Primo: leggete con attenzione le indicazioni che seguono poi, se sarete d’accordo, inviate una mail di adesione a antonellovanni@virgilio.it  Leggi l’articolo intero »

“Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile”. Intervista ad Antonello Vanni

vanniluiaborto(Intervista con Antonello Vanni, autore del volume edito da San Paolo Ed., di Elisabetta Pittino, per Zenit.org, giugno 2013)

“Il libro che state per leggere ha un valore storico: infrange per la prima volta il tabù che ha finora oscurato in Italia il rapporto tra i padri e i loro figli abortiti.” Esordisce Claudio Risé nella Prefazione al libro di Antonello Vanni. “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile”. Antonello Vanni, educatore e docente di Lettere, perfezionato in Bioetica presso l’Università Cattolica di Milano, è un esperto del padre. Ha approfondito i temi della responsabilità e della tutela della vita umana ne Il padre e la vita nascente (Nastro 2004). Ha curato la documentazione scientifica del libro Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita di Claudio Risé (San Paolo 2007). Ha insegnato presso la facoltà di Bioetica dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma e presso l’Istituto per ricerche e attività educative di Napoli sul tema “adolescenti, media e droga“. Nel 2009 ha pubblicato il libro Adolescenti tra dipendenze e libertà. Manuale di prevenzione per genitori, educatori e insegnanti (San Paolo). L’autore fa uno “scavo pioneristico” dentro la figura paterna, quasi completamente dismessa soprattutto quando si tratta di IVG e dintorni, che vale la pena percorrere. Dalla curiosità per questa opera nuova, nasce l’intervista all’autore.

Come, quando e perché è nata l’idea di questo libro “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” edito da San Paolo Ed.?

Antonello Vanni: Da anni svolgo un’attività di ricerca personale sulla figura paterna nelle sue dimensioni più legate all’educazione e crescita dei figli, ricerca che si è poi espressa nel mio libro “Padri presenti figli felici. Come essere padri migliori per crescere figli sereni” (San Paolo Ed., 2011) giunto alla seconda edizione e pubblicato anche in altre lingue. Durante questa ricerca mi sono reso conto di quanto sia dimenticata, anche negli ormai numerosi libri sulla paternità, la relazione tra il padre e la vita dei figli nella sua primissima fase, quella dell’origine della vita stessa. A questo tema ho dedicato nel 2004 una pubblicazione “Il padre e la vita nascente. Una proposta alla coscienza cristiana in favore della vita e della famiglia” (F. Nastro Ed.) in cui ho posto alcune basi per la mia riflessione successiva sul tema, fornendo inoltre delle proposte concrete ai Cav, ai giovani del MPV, a chi si occupa di corsi di preparazione al matrimonio, e agli studiosi di Bioetica, per favorire l’avvicinamento tra padre e vita concepita. In questo nuovo libro, “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (vedi http://www.antonello-vanni.it/), sono partito da quelle basi per esplorare ulteriormente, a tutto tondo, e sulla scorta di ricerche scientifiche internazionali aggiornate, gli aspetti che costituiscono il tema della relazione tra il padre e il destino della vita del figlio cui l’uomo stesso ha dato origine.   Leggi l’articolo intero »

Essere padri oggi: incontro a Spinea (VE)

esserepadrioggi

Il cuore maschile e l’aborto

vanniluiabortoLui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (di Antonello Vanni. Edizioni San Paolo, 2013)

(A cura di Paolo Marcon)

Questa mia recensione vuole essere un invito alla lettura del nuovo libro di Antonello Vanni, “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile”. Con Prefazione di Claudio Risé (Edizioni San Paolo, 2013).
Si tratta di un’opera unica in Italia, che non aggiunge semplicemente “un tema” al dibattito, spesso ideologico, sull’aborto. Va alla radice della sfida lanciata dall’abortismo, dove padre e figlio sono accomunati dal medesimo “rischio di cadere nel nulla”. Paolo Marcon 

In Italia sono circa 5 milioni gli aborti benedetti dalla legge dello Stato n. 194/78, un dolore immenso, un’ombra oscura e sterminata che pesa sulle nostre vite “luminose”, la nostra “progredita” società. Benché non sempre affiorante alla coscienza personale, infatti, sanguinante e profonda è la ferita inflitta alle nostre comunità dalle legislazioni abortiste. Tanto più profonda quanto più fondata sulla rinuncia a “chiamare le cose con il loro nome”, sui “compromessi di comodo” e la “tentazione dell’autoinganno”.

Come pochi altri appassionati difensori della vita umana, nel libro “Lui e l’aborto. Viaggio nel cuore maschile” (San Paolo Ed., 2013, http://www.antonello-vanni.it/) l’educatore e bioeticista Antonello Vanni descrive la realtà dell’aborto con sguardo fermo, nell’orrore della sua tecnicalità, senza cedere a tentazioni edulcoranti o mistificanti.

Ciò che rende nel panorama italiano unica, scandalosa e pionieristica quest’opera è però il focus sulla relazione tra il padre, la vita concepita e quella abortita. È questo il vero tabù del “dibattito” (sic) sull’aborto, spesso indicatore di arrendevolezza negli stessi sostenitori delle ragioni della vita. Leggi l’articolo intero »